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01 August SiddhartaDisse Siddharta: “Che dovrei mai dirti, io, o venerabile? Forse questo, che tu cerchi troppo? Che tu non pervieni a trovare per il troppo cercare?”.
“Come dunque?” chiese Govinda. “Quando qulacuno cerca,” rispose Siddharta “allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacitá di vedere ogni altra cosa, fuori di quelle che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sé, perché pensa sempre unicamente a ció che cerca, perché ha uno scopo, perché é posseduto dal suo scopo. Cercare significa: avere uno scopo. Ma trovare significa: esser libero, restare aperto, non avere scopo. Tu, venerabile, sei forse di fatto uno che cerca, poiché, perseguendo il tuo scopo, non vedi tante cose che ti stanno davanti agli occhi”. Herman Hesse 14 September Era l'uguaglianza in persona che la rimproverava..
"Dovette proseguire, ma non riusciva a toglierselo dalla mente: camminavano entrambi nello stesso rumore, eppure lui aveva ritenuto necessario farle intendere che non aveva alcuna ragione e forse nemmeno alcun diritto di coprirsi le orecchie. Quell'uomo la richiamava all'ordine che lei aveva trasgredito con il suo gesto. Era l'uguaglianza in persona che la rimproverava, non ammettendo che un individuo rifiutasse di accettare quello che dovevano accettare tutti. L'uguaglianza stessa le proibiva di trovarsi in disaccordo con il mondo in cui tutti viviamo. (...) La velenosa immagine dell'uomo che si batteva la fronte con la mano sparì a poco a poco dalla sua mente, che si riempì di questa frase: non posso odiarli perché non sono legata a loro; con loro non ho niente in comune."
Da "L'immortalità" di Milan Kundera 17 February Lentamente muore..
LENTAMENTE MUORE Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
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Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro."Forse, voleva farle coraggio" disse. |
Cos’è l’amore
Quando ti chiedi cos'è l'amore, immagina due mani ardenti due cuori che tremano e poche parole
che si incontrano,
due sguardi perduti l'uno nell'altro,
di fronte all'immensità di un sentimento,
per rendere eterno un istante.
~ Alan Douar ~<>
9 Gennaio:
la mamma non sà ancora niente di me, è
andata a sciare ed è caduta ma per fortuna non è successo
niente di grave, una piccola slogatura ma io sono ancora viva...
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12 Gennaio:
Oggi è il compleanno della mamma, ha compiuto 17 anni: è
molto giovane vero? anche il papà è molto giovane, ha 19 anni
e quest'anno prenderà la
maturità classica
13 gennaio
Oggi la mamma si è sentita male durante l'interrogazione
di latino, mi dispiace che soffra per me..
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15 gennaio:
Ormai so già come sarò... e si... sarò una bambina.
Oggi le mie gambine si sono mosse...
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...da grande farò la ballerina...
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19 Gennaio:
La mamma ignora la mia esistenza ma io vivo dentro di lei
e le faccio compagnia anke se nn lo sa...
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20 Gennaio:
oggi la mamma non è andata a scuola,
papà ha fatto una telefonata verso l'una e poco dopo è
apparso alla porta cn un mazzo di fiori..xkè??
ke sciocca,non rikordavo!! oggi è l'onomastico della mamma!!!
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24 Gennaio:
La mamma è andata dal dottore e aveva paura:" coraggio"
le ho gridato ma forse non mi ha sentito!!!
La mamma ora sà di me e piange...
naturalmente di "contentezza"...
25 Gennaio:
la mamma oggi ha pianto per tutto il giorno...non capisco mah...
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27 Gennaio:
mamma mi ha portato a fare una passeggiata,
poi ha incontrato papà che le ha offerto una cioccolata calda
(come sono carini insieme)
Per un momento mi sono sembrati strani, poi la mamma ha
cominciato a parlare in un modo altrettanto strano...
non ho capito bene, specialmente un termine come "aborto"...
chissà cosa vuol dire, comunque sono sicura che tutto
ciò non mi riguarda...
30 Gennaio:
...oggi la mamma mi ha fatto morire...
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TRATTO DA: http://sarina-90-07.spaces.live.com/?owner=1
Un bambino,vedendo piangere disperatamente sua madre le chiese:
"Mamma perchè piangi?
"Perchè sn una donna" rispose la madre.
"Non capisco" replicò il bimbo.
La madre lo abbracciò e disse "E non lo capirai mai".
Qualche giorno più tardi, il bambino interrogò il padre:
"Perchè la mamma piange senza motivo?"
"Tutte le donne piangono senza motivo"
fu tutto quello che il padre potè rispondere.
Il bambino era diventato ormai un uomo, senza aver ottenuto risposta.
Un giorno fece la stessa domanda a Dio e chiese:
"Dio perchè le donne piangono cosi facilmente?"
"Quando ho creato la donna ho dovuto farla speciale.
Le ho donato spalle forti per sopportare il peso del mondo,
e la gentilezza per donare conforto.
Le ho donato la forza per sopportare la fatica del dare la vita a un bambino
e il rifiuto che talvolta proviene dai suoi stessi figli.
Le ho donato la forza per continuare e resistere anche quando tutti si arrendono,
e per prendersi cura della sua famiglia
attraverso la malattia e la fatica senza mai lamentarsi.
Le ho donato la sensibilità di amare i suoi figli nonostante tutto,
anche se i figli la feriscono duramente.
Le ho donato la forza di aiutare il suo compagno negli errori della vita,
l'ho creata da una sola costola affinchè protegga il suo cuore.
Le ho danato la saggezza per sapere che un buon marito nn ferisce mai sua moglie,
verifica solo che la moglie abbia la forza necessaria e che sia in grado
di stargli accanto senza alcuna esitazione.
E da ultimo le ho donato lacrime da versare ogni volta che ne avesse bisogno.
La bellezza di una donna nn risiede dagli abiti che indossa,
o quale acconciatura porta.
La bellezza di una donna deve essere vista negli occhi,
perchè essi sn la porta del cuore,
il posto dove vive l'amore"
υи вα¢ισ è...
υи вα¢ισ è ραυяα ¢нє тι ρяєи∂є,
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∂σℓ¢єzzα ¢нє тι ѕтєи∂є,
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υи ιмρєтσ ¢нє тι α¢¢єи∂є,
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υи νσℓσ ѕσяρяєи∂єитє!
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υи вα¢ισ è∂єѕι∂єяαтσ...
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яυвαтσ...
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яσνєѕ¢ιαтσ...
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αттσя¢ιgℓιαтσ...
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αввαи∂σиαтσ...
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zυ¢¢нєяαтσ!
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υи вα¢ισ è ιи αρиєα,
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ιи вιℓι¢σ,
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ιи мαѕ¢нєяα,
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ιи fιℓα,
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ιи вяα¢¢ιo
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ιи ρυитα!
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υи вα¢ισ è ρєя ι gяαи∂ι,
ιиι,
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ρєя ι ρι¢¢ιиι,
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ρєя ¢нι è υgυαℓє,
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ρєя ¢нι è ∂ινєяѕσ!
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ρєя ¢нιαяι є ѕ¢υяι,
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ρєя вισи∂ι є вяυиι,
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ρєя αℓтι є вαѕѕι,
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ρєя вєℓℓι є вяυттι...
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υи вα¢ισ è...ρєя тυттι!!
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Adamo ed Eva' di Giobbe Covatta In sei giorni il Signore aveva creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che era già suo segretario da tempo immemorabile. E allora il Signore disse: "Orsù, prendiamo del fango. Orsù, impastiamolo. Orsù..." (Orsù ha probabilmente il significato di "Un, due, tre, stella...") Poi ci sputò sopra, e nacque Adamo. E Adamo, asciugandosi il viso, disse: "Cominciamo bene!". Ma i suoi guai non erano finiti lì, perchè il Signore, non ancora soddisfatto, gli fece l'anestesia totale e creò la donna. E Adamo disse: "Signore, manca un pezzettino...". Ma il Signore rispose: "No, questa è la donna." E Adamo ancora disse: "Signore, mancano almeno tre etti... si vede a occhio nudo!". Ma il Signore non volle sentire ragioni, e li mise entrambi in un posto così bello che si chiamava come un cinema a luci rosse: Eden. E allora il Signore disse: "Qui potete mangiare di tutto: carne, pesce, pane e Nutella, fritto misto, pizza margherita, ma non le mele, le mele no, LE MELE NO!". E Adamo rispose: "Non ti incazzare... ci stanno gli aranci che mi piacciono pure di più... mangeremo gli aranci!". Ed ecco che Adamo si diede a dare i nomi agli animali. E diceva: "Tu ti chiamerai levriero, tu ti chiamerai porco..." E il maiale disse "Ma come?! Quello levriero e io porco? E dove sta la giustizia divina?" "E che cosa dovrei dire io, allora?" si lamentava lo scarrafone. In quella, Eva si trovava vicino a un albero; ad un tratto si girò e vide un serpente. E disse: "Che schifo!" "Sei bella tu!" rispose il serpente, che era permaloso. Ed ecco che prese a parlare con Eva con voce suadente: "Le mele fanno bene, contengono le vitamine, una mela al giorno toglie il medico di torno, meglio farsi le mele che farsi le pere... se mangerete di questo frutto diventerete intelligenti". Ed Eva disse: "Ma noi siamo intelligenti!". E il serpente guardò Adamo e disse: "Chillo è n'ora che va parlanno co' nu porco... ti pare intelligente?". "E' vero" rispose Eva, e sputò in faccia ad Adamo." Che brutta giornata" disse Adamo. "Sono stato appena creato e già mi hanno sputato in faccia due volte". Ed Eva gli offrì una mela, ma Adamo rispose: "La mela no, costa un'ira di Dio". Ma Eva minacciò di portarlo in un ristorante cinese, e Adamo accettò la mela. E mangiarono il frutto proibito. Ed ecco che arrivò il Signore e disse: "Vi caccio, quant'è vero Dio!". Ed Eva suggerì piano ad Adamo: "Diciamogli che siamo atei!" Ma Adamo scosse la testa: "Non posso, lo conosco personalmente", e si coprì il viso per evitare che qualcuno gli sputasse in faccia. E il Signore disse: "Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terrà produrrà spine e sofferenze." E Adamo disse: "Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...". "Non è per la mela" disse il Signore. "E' una questione di principio: oggi la mela, domani la collezione di francobolli, che figura ci faccio di fronte alla gente?" "Ma se non c'è nessuno!" disse Adamo, ma il Signore fece finta di non sentire e sventolando il cartellino rosso se ne andò dicendo: "A me!", che in antica lingua divina vuol dire "Addio", ma nessuno lo capì. E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso foresteria. E Adamo chiese ad Eva: "Ti ha detto nulla la mamma?" ma subito aggiunse: "Ah già, la mamma sono io!". E dovettero procedere per tentativi: prima un dito nell'occhio, poi un piede in bocca, poi un ginocchio nell'orecchio...fin quando si conobbero in senso biblico. E Adamo disse: "E' stato un piacere conoscerti, bambola, e a te cos'è sembrato?". "Certo meglio di quando mi hai infilato il gomito sotto l'ascella...comunque, per essere uno appena uscito dall'eternità, ci hai messo proprio un attimo!". E quella notte Eva rimase incinta. E Adamo disse: "Che iella, alla prima botta!". Ed Eva disse: "Potevi starci almeno attento, pensi solo a te stesso!". E fu così che fu gettato il seme del primo uomo e anche quello della prima incomprensione. Ed Eva si gonfiò sul ventre. E Adamo disse: "Prova con due dita in gola". Ma Eva disse: "Non è lo stomaco, questo è un figlio... dobbiamo pensare al nome da dargli!". E Adamo disse: "Se esce da dove sono entrato io, lo chiamiamo Houdini!". E nacque Caino, e Adamo lo guardò e disse: "Com'è piccolo! Io appena nato non ero così piccolo...". E Adamo volle conoscere di nuovo Eva. E il Signore vide e chiamò: "Adamo!". E Adamo, che stava conoscendo Eva proprio in quel momento, disse: "Questa è la segreteria telefonica di Adamo. Non sono in casa...". E il Signore disse: "Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare". "E va bè, e le mele no, e fornicare no...tu hai bisogno di uno psicanalista!". E per questa distrazione Eva rimase incinta per la seconda volta, e Adamo disse: "A proposito, Signore, non è che potresti creare la farmacia? Sai come vanno le cose: far bene la conoscenza fa bene alla conoscenza..." Ma Dio non creò la farmacia, ed Eva non volle più conoscere Adamo. E quando Eva voleva conoscere, Adamo aveva mal di testa. E non si trovarono mai più d'accordo su questo argomento, e questa fu la vera maledizione per l'umanità!
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